

![]()
"Nell'ultimo romanzo di Nick Mur tutte le influenze e i referenti sono facilmente riconoscibili e, in più, c'è il gioco delizioso dei capitoli scanditi da ghiotte citazioni che spaziano da Aristofane a Chuang Tzu, da Beowulf a Walt Disney, da Anassimene a sé stesso. Una mescolanza tipica del postmodernismo che in Italia si afferma con "Il nome della rosa" di Umberto Eco [.] Come sostiene Vittorio Spinazzola in un articolo dal titolo "La crisi salutare del postmoderno", il postmoderno indicò una risposta efficace alla difficoltà nella spettacolarizzazione della pagina. Il romanzo è preceduto da un'introduzione dell'autore, divisa in due parti, dove si esaltano le possibilità offerte dal postmodernismo per uscire dagli schemi abituali e introdurre il lettore in un campo più vasto, praticamente senza confini."
ANGELA VISTARCHI
Docente di Lingua e Letteratura Americana
presso l' Università di Sassari.
Costola dell'industria culturale all'epoca del tardo capitalismo, secondo la lezione di Jameson, il Fantasy è a sua volta una forma espressiva che aderisce istintivamente a molteplici stili della contemporaneità: dalla narrativa popolare di Howard a Tolkien (fino al ghost di Dungeons and Dragons) al canone epico holliwoodiano, con la trasposizione de "Il Signore degli Anelli" realizzata da Peter Jackson; dagli "anime" e i "manga" giapponesi, alla musica rock e all'heavy metal, Nick Mur interpreta a modo suo la temperie letteraria in discussione, si affida al pastiche, ma senza rimanere impigliato in tassonomie codificate, piuttosto liberandosi con originalità dagli stereotipi, ad esempio quando sfrutta l'autobiografia in chiave fantastica. Tornando al romanzo, viviamo in una storia parallela e "possibilmente assurda". La Dark Age di Mur. Si vedano le pagine del romanzo di Mur, dove assistiamo ad una vera e propria reinterpretazione cognitiva di un passato ipertecnologico, compiuta da personaggi che invece vivono in un presente astorico dove la tecnica non è più padrona del mondo. Nella vecchia, ma non conclusa, modernità, altri avevano affidato questa sensazione di transito con toni surreali, ma l'autore sembra approdare a soluzioni più nichiliste, un universo nicciano, hobesiano, fatto di potere, crudeltà e prevaricazione. Se non fosse che il romanzo è un gioco ironico, una sfida letteraria!
MARCO NEGRO
Critico per Oppure Editore
Roma
![]()