Kerub vol I - Adunanza di Antieroi è il secondo romanzo di Nick Mur. Pubblicato nel Marzo 2004 dalla Nuovi Editori di Milano dell'editore Fulvio Aglieri.
L'opera è composta da due volumi per un totale di circa 430 pp.
Il secondo volume verrà pubblicato nell'estate 2005.

L'immagine di copertina è stata concessa dalla Galleria degli Uffizi di Firenze.

Fantasy secondo De Mauro: "Genere narrativo o cinematografico che si contraddistingue per un'ambientazione fantastica in cui prevalgono riferimenti alla mitologia classica, a un immaginario Medioevo o alle saghe nordiche. Lo Zingarelli 2001 evidenzia inoltre elementi propri del romanzo cavalleresco e della fiaba. Oddi i romanzi Fantasy son scritti da autori giovani o giovanissimi e Nick Mur non costituisce un'eccezione.
Caratterizzato, come il precedente, da una scrittura veloce e di facile lettura che potrebbe essere trasposa nel cinema senza alcuna difficoltà, viene dato alle stampe adesso Kerub II: Il Principe della solitudine. Inizialmente pensato come un unico romanzo, l'opera è stata divisa in due parti per esigenze editoriali. Ancora una volta Nick Mur, nel concludere la vicenda (le vicende) iniziate nella I parte, utilizza immagini e autori dell'antichità classica, la Bibbia, in particolare l'Apocalisse, come del resto risulta evidente nel dotto glossario del fantasy in appendice.
Lo spirito brillante, ironico e insieme giocoso di Nick fa sì che il libro si legga con interesse e con piacere, seguendo il gioco pirotecnico del linguaggio e delle immagini caleidoscopiche che offrono al lettore la sua interpretazione personale del Fantasy pur rispettandone tutte le 'regole'."

ANGELA VISTARCHI            
Docente di Lingua e Letteratura Americana
all'Università di Sassari.            

Kerub, un angelo caduto fuggito dall'Inferno, si ritrova nel Medioevo del 1200. Diviso tra le sue due nature - quella angelica e quella demoniaca - impara a conoscere le difficoltà dei rapporti umani e le passioni che li animano. Ma il suo trovarsi sulla Terra è il risultato di una libera scelta o forse Kerub è solo la pedina di un gioco subdolo e crudele? Quale delle due nature prenderà il sopravvento: l'angelo o il demone? E che effetto faranno su entrambe le tirannie dei papi, gli intrighi di corte o lamore di una donna? Un romanzo avvincente, in cui la narrazione della Storia entra nel genere fantasy e il simbolismo medievale, che fa del fantastico lo strumento per la comprensione del mondo, si unisce a situazioni tragicomiche e paradossali narrate con uno stile moderno. Un romanzo che, con le sue "visioni" e i suoi motivi romantici, si propone al lettore come esempio per ricercare il bene e combattere le proprie battaglie con coraggio e determinazione.

Il giovane autore mostra di possedere un linguaggio spigliato, non di rado ironico o umoristico, specialmente nei dialoghi. Gli elementi fantasy si collocano in un medioevo mitico, con inizio ne "l'anno del Signore 1033". Il glossario riporta le voci di quel mondo fantastico che appartiene a tradizioni diverse in cui entrano anche personaggi mitologici o letterari...


LUCIANO NANNI            
“Il Punto di Vista”, n. 41, (2004)   

In un susseguirsi di incontri e scontri tra creature del grande Nord e degli appartenenti alla mitologia greco-romana si dipana la vicenda di Kerub, il quale viene trasportato sull'onda del tempo da dove emergono nomi e personaggi realmente esistiti. Una trama movimentata espressa in un linguaggio colorito e giovanile, talvolta divertente. Ma la storia non è superficiale come, di tanto in tanto, si può essere tentati a credere: sotto la vicenda raccontata dal principe degli angeli trapelano grandi temi, quale l'ambigua e complessa separazione tra bene e male, le percezioni delle strazianti contraddizioni insite nella natura umana, affrontati con un titanismo tutto giovanile. Nick Mur ha solo 22 anni tuttavia sembra essersi posto interrogazioni tutt'altro che superficiali. Come finirà?A quanto pare siamo solo alla prima tappa... artificio o è davvero in arrivo il secondo volume?

PERLA RONCHI            
“Il punto di vista” n. 46, (2005)