Kerub Vol. II-Il principe della solitudine č il terzo romanzo di Nick Mur, che chiude la saga.

"Il dato importante che si ricava dalle pagine del testo č il significato simbolico del protagonista. Kerub rappresenta l'uomo nelle sue contraddizioni, l'eterno principe decaduto, dopo il peccato, ossessionato dal bene e dal male. Ha coscienza dell'angustia, del limite che lo opprime e non si rassegna. [.]
La novitą riguarda la barriera narrativa che accoglie digressioni teoriche, come il libero arbitrio e la corruzione della Chiesa, che danno talvolta la fisionomia del romanzo saggio."
ORESTE MORANO
Docente di Letteratura Italiana
presso il Liceo Classico "A. Gramsci" di Olbia

"Un'affermazione di certi valori fondamentali che qualificano l'uomo in
quanto uomo che si esprime sia direttamente, come fiducia nelle grandi
potenzialitą di questo piccolo essere che, delimitato dal breve tempo della
sia vita terrena, č tuttavia capace di suscitare perfino l'ammirazione
degli esseri immortali; sia indirettamente, attraverso un'ironia che, pur se
non brandita con la veemenza di una spada, sa tagliare nel ventre troppo
gonfio della presunzione, della vanitą e della violenza gratuite."
GIUSEPPE SERPILLO
Docente di Lingua e Letteratura Inglese
presso l'Universitą di Sassari

Giunto al termine delle sue avventure, Kerub si ritrova ad accompagnare
Federico II verso le sue ultime conquiste e verso una prematura fine. Mentre
i perfetti piani di saturno sembrano destinati a fallire, nuove inquietanti
rivelazioni vengono portate alla luce dal vanitoso Seraph. Un tremendo shock
attende l'amata Edlitam, immersa nei raccapriccianti scenari di Ybris
Chronou, la cittą dove si prepara l'Apocalisse. Č dunque arrivata la fine
per l'umanitą? Il terribile keeper ricercato dai mistici farą dunque la sua
comparsa? Quali saranno gli sviluppi che ridurranno la precedente adunanza
ad un unico principe della solitudine? Tra vecchi personaggi che ritornano e
nuovi incredibili antieroi, la visionaria fantasia di Nick Mur ci guida
ancora una volta verso i meandri del nostro subconscio, sciogliendone i
simboli e liberandone lo spirito, in un immediato turbinio di situazioni
proprie del suo stile.

L'immaginario mitologico di Mur spazia dal Giappone alla Grecia classica,
dall'Europa del Nord al voodoo africano, sfruttando il suo repertorio
umanistico con citazioni di Aristofane e Dante, un fantasy colto, talvolta
ironico, sempre frizzante. La scrittura di Mur č un viaggio al galoppo, il
ritmo č sincopato, l'associazione mentale immediata. Per i profani del
genere fantasy c'č un bel glossario con i termini specifici, altrimenti non
possiamo seguire la nostra storia infinita con Kerub e i suoi demoni.
SONIA COSCO
Literary, n. 1, Gennaio 2007